La coscrizione, ossia il servizio militare obbligatorio, voluta con la Legge del 13 agosto 1802
venne introdotta nella Repubblica Italiana nell´estate dello stesso anno, dopo le deludenti prove
date dall´organizzazione dell´Esercito della precedente Repubblica Cisalpina, e seguì nelle norme basilari
la legge francese del 1790.
Con tale precetto si abbandonava il criterio dell´estrazione a sorte dei coscritti, eredità dell´antico regime,
e si affermava il concetto del diritto-dovere del servizio di leva, cui era tenuto il cittadino-soldato.
La normativa prevedeva un servizio attivo di durata quadriennale per i giovani di età compresa tra i 20 e i 25 anni;
ad ogni dipartimento veniva assegnato annualmente un contingente di coscritti proporzionale alla popolazione ed espresso in millesimi.
Pierre-Etienne Le Sueur, Requisizione dei giovani per la guerra, acquerello. Anni Novanta del XVIII secolo. Musée Carnavalet, Paris
La legge prevedeva l´approntamento di liste di coscrizione dalle quali, periodicamente, e con piú intensità nei momenti
di bisogno, veniva effettuata una ´leva´ di soldati che effettivamente prendevano le armi. Il meccanismo era puntigliosamente
descritto, ma la sua messa in opera creò grandi problemi sin dalla sua prima applicazione. Il lungo periodo di ferma,
la possibilità della sostituzione del coscritto con il pagamento di una apposita tassa e la sostituzione con un altro uomo valido
(che solo le famiglie piú abbienti potevano attuare per esentare i figli dal servizio), l´allontanamento per lunghi anni dei
coscritti dalle proprie case e la conseguente privazione dell´apporto di forza lavoro giovane nell´economia delle famiglie,
fondamentale in una società contadina, il pericolo effettivo cui i soldati andavano incontro nelle campagne militari in giro
per l´Europa, spingevano al netto rifiuto del servizio militare da parte delle popolazioni sottoposte alla legge.
Fin da subito si verificarono, infatti, movimenti di opposizione alla coscrizione, messi in atto con azioni individuali o,
spesso, con plateali manifestazioni di protesta, sfociate anche in fughe di massa dei giovani renitenti, spesso accompagnati
nella fuga dalle famiglie, o negli assalti ai municipi e nell´incendio sia dei ruoli delle tasse che delle liste di leva.
Il peso di queste manifestazioni fu tale che, ad esempio nel febbraio 1804, gli arruolamenti presentavano ancora larghi vuoti,
mancando all´appello circa un terzo degli uomini "requisiti".
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